Biografia

Da sempre attratta dalla natura e dal mondo animale, Paola Bartolacci disegna animali fin dalla più tenera età. 

Crescendo si laurea in Medicina Veterinaria, e aderisce a diverse campagne per la difesa dell’ambiente e la tutela delle specie in via d’estinzione.

Attratta dalle abitudini di vita dei grandi animali nel loro habitat, intraprende viaggi attraverso i quali ha modo di studiarli da vicino, e aiutata dagli studi anatomici, li ritrae mettendo in risalto le caratteristiche più affascinanti.

I suoi ritratti sono spesso eseguiti mettendo insieme scatti fotografici diversi, e ricavandone una posizione che esalti la personalità del soggetto ritratto.

I suoi soggetti preferiti sono i grandi felini con i loro sguardi profondi, e gli uccelli con i loro colori sgargianti, soprattutto i pappagalli.

E’ membro dell’Association of Animal Artists di Richmond, North Yorkshire.

Paola e il biberon_edited.jpg
galapagos.jpg

Always attracted by nature and animal world, Paola Bartolacci draws animals from the early age. Growing up, she graduated in Veterinary Medicine, and joined lots of environment defense campaigns and supported  endangered species protection.

Fascinated especially by the behaviour of  big animals in their habitat, she undertook  journeys in order to study these animals closely, and  she portraited them highlighting the most fascinating features, helped by her anatomical knowledge.

Her portraits are often done putting together different photographic shots, obtaining a position that enhances the personality of the portrayed subject.

The artist's favorite subjects are big cats with their deep looks, and birds with their bright colors, especially parrots.

She is a member of the Association of Animal Artists of Richmond, North Yorkshire.

Dicono di lei

Per Flavio Caroli

Paola Bartolacci è un’artista tenera con gli animali e feroce con le somiglianze uomo-animale, cioè con gli uomini che vedono svelati i loro limiti e i loro vizi dall’assonanza con il muso, o il volto, di qualche “essere inferiore”. Ciò deriva da una scienza antica, antenata della Psicologia, che si chiama Fisiognomica.  L'artista arriva alle sue importanti conclusioni non per deduzione analitica o per speculazione filosofica, ma con la forza dell’emozione, e per puro istinto poetico. ........
 

Insomma, l’animalità è sana e anche affettuosa. Ciò che non va è l’uomo, che, appena può, imita goffamente quella animalità. Questo è il pensiero di Bartolacci.

Per quel che mi riguarda, non posso che associarmi alla sua filosofia e al suo sentire…. 

Per Bianca Pilat

Nella pittura di Paola Bartolacci” afferma Bianca Pilat “ risulta evidente la distanza dalla consuetudine di rappresentare gli animali come simbolo di un’umanità priva di coscienza. Lei non gioca con l’umanizzazione degli animali, come Abraham Teniers, ma mantiene interamente la loro animalità, anzi la esalta.” E continua “ Ciò che il suo lavoro vuole comunicarci risulta evidente: l’uomo sta cannibalizzando ciò che lo circonda, e gli animali sono la parte migliore del pianeta, la più innocente”.

Per Elisabetta Scantamburlo

Nelle sculture di Paola Bartolacci la scelta dei materiali è un pretesto per giocare con l’ironia, sorprendere chi guarda e scardinare modi di pensare consolidati. Come le pillole utilizzate al posto del colore per un ritratto che invita a riflettere sull’uso che ne facciamo, o le resine, i gessi e gli smalti per riprodurre organi umani, senza alcun intento raccapricciante, ma anzi con umorismo.

Per Francesca Callipari

Un'artista che ama sperimentare varie tecniche. Il suo stile pittorico si concentra prevalentemente sulla raffigurazione di animali e vuole porsi come metafora sulla vita e sulle significative fragilità dell'essere umano. Una pittura che dimostra una notevole capacità introspettiva. 

Per Silvia Broggi

Il fattore che rende del tutto particolare il lavoro di Paola Bartolacci è la grande passione per gli animali e la natura che li circonda, che ha fatto di queste creature il soggetto elettivo della sua arte..

Nei suoi ritratti l'artista cerca di mettere in risalto lo sguardo del soggetto, sottolineando il suggestivo contrasto tra la loro natura priva della benché minima ambiguità e la raffigurazione delle sovrastrutture del nostro mondo.